sabato, 19 settembre 2009 | in :

Quando non ci penseremo più sarà di nuovo Novembre;

sono così stanco di star sveglio.

Non soffia più nessun vento che porti a noi voci lontane

dall'altra sponda un sorriso feroce,

da questa un ultimo triste saluto.

Abbiamo smesso il vizio di vivere come si spegne una luce,

e anche la nausea, alla fine, è passata.

L'abbiamo riscritta come il mestiere di morire.

 

DanteDellamorte @ 18:08 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
giovedì, 10 settembre 2009 | in :

Chi, sognando, odia ciò che vede? Si respira di nuovo. L'aria punge sulla pelle come la mia prima notte. Avevamo il mondo tra le mani e lo credevamo un sasso, un giocattolo per cani. I nostri animali sono tutti morti, e la peste ha decimato le nostre carezze; un sudario ormai da tempo copre la mia vista, e io non ricordo più niente di allora. I miei capelli hanno resistito a mille stagioni, intrecciati di rami e bacche così profumate che, dov'ero ninfa vergine, ora sembro Dioniso. Sulle mie unghie c'è il colore del tempo, e i miei denti hanno il sapore del metallo. Dov'erano i miei occhi, due pozzi profondi come l'Inferno catturano gli ignari che suicidandosi in esso trovano un lume. Nel fondo ultimo del nero, una luce. Tutto ciò che sono lo devo al vento, e a queste foglie. Hanno divelto la mia panchina; mi aggiro tra le tombe tra questa gente che fotografa gli angeli.

Io sono l'ultima parola di Emily Story.

In piedi dinanzi alla tempesta ho osservato l'universo comprimersi in un punto e collassare tra le mani di Dio. Io soltanto sono salvo, grazie a queste ali.

Ma sotto questa brezza d'autunno, con gli occhi chiusi tra le fronde e il profumo dell'erba che tu m'insegnasti essere quello dei morti, ricordo di quando ero soltanto un ragazzo. Nessuna cicatrice sulla schiena, e il mio sguardo brillava di lacrime che il vento gelido trasformava in lame sul mio viso. Ti vidi scomparire tra i flutti d'un mare d'anime che non mi sarà mai dato di comprendere, per non fare mai più ritorno.

Io sono l'ultima parola di Emily Story.

Rinunciare a essere umano miete vittime ogni giorno. Quell'amore che sognai un tempo, di una vita intera senza lasciare mai la mano di chi amo, quell'amore mi è precluso. Perchè ogni giorno riapro gli occhi e l'Anticristo senza baci e carezze reclama le sue concubine. La cosa migliore a cui potessi aspirare.  Avrei odiato ciò che sono diventato, se l'avessi saputo quando facevo di tutto per diventarlo.
Ormai non penso più a nessuno; è così da troppo tempo. Di tanto in tanto sorvolo quelle poche case in cui il mio cuore ha tremato, e le maledico senza pietà. Possa Dio averne pietà, perchè io non la conosco più.
Possa ciò che ero smettere di bruciare, che ne resti solo cenere calda.
Mia madre la riporrà in un'urna e piangerà suo figlio. Una madre che io non conosco più.
Un amore che non capisco e per cui non provo più niente.

Io sono l'ultima parola di Emily Story.

DanteDellamorte @ 02:55 | commenti (3)(popup) | commenti (3)
domenica, 06 settembre 2009 | in :

 

 

Lei disse fuori sei bellissimo, ma il tuo cuore è prosciugato. Nei tuoi occhi c'è soltanto odio senza neanche una direzione.

Lei disse dentro sei una bellissima persona, e io la tirerò fuori.

Sorrisi. Ho sorriso mille volte a questa frase.

Prendi un rasoio, le dissi. Lo dissi mille volte. Guarda come fa schifo anche ciò che ho dentro.

Una cascata di sangue la fece svenire.

Te l'avevo detto. Di questo cuore inutile faremo banchetto. I tuoi occhi, bianchi come il marmo, orneranno il frontone della chiesa. Chiamate le vergini; la croce già vacillante, ora si è capovolta. Non è zolfo, sono violette. Ci servono vene.

DanteDellamorte @ 03:13 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
giovedì, 03 settembre 2009 | in :

Ehi!! Sei uno scrittore da best sellers?? Paga per partecipare al premio letterario! ti pubblichiamo sul retro delle etichette del vino!! Evviva!

 

 

Andate a farvi fottere in culo. Pezzi di merda.

 

Lo stregatto

DanteDellamorte @ 23:44 | commenti (10)(popup) | commenti (10)
mercoledì, 02 settembre 2009 | in :

Appare come un'ombra e dice di essere automatica. Porta coltelli di ceramica per dirottare i voli. Le sue labbra sono bianche. I suoi occhi sono vuoti. Arriva dopo le tempeste, e se ne prende la colpa. Non ha sesso e non ha voce.
Fa male qui?
Fa male qui?
Fa male qui?
  

DanteDellamorte @ 02:25 | commenti (2)(popup) | commenti (2)
domenica, 16 agosto 2009 | in :

Siamo in un giardino, oggi
il sole è restìo ad andarsene.
I fiori si spezzano sotto le nostre dita,
la terra diventa pietra.
Ascolto la tua voce; ma non mi volterò mai.
Sperare che le nuvole coprissero il sole, oggi
sarebbe chiedere favori al cielo,
un universo ostile
una lama senza filo.

DanteDellamorte @ 17:26 | commenti (11)(popup) | commenti (11)
venerdì, 26 giugno 2009 | in :
Da piccolo avevo un amico del cuore, come tutti. Il mio era molto lontano. Oggi è morto, e non tornerà più. Quando i suoi figli moriranno non lo raggiungeranno. Smetteranno semplicemente di esistere, come lui. Come me. Come tutti voi.
DanteDellamorte @ 01:33 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
venerdì, 05 giugno 2009 | in :

Qualcuno mi insegni la sconfitta; perchè io non so perdere senza uccidere.
Qualcuno mi insegni la vittoria; perchè io non so vincere senza uccidere.

Quando cade anche l'ultima goccia
gli occhi avvizziscono, le dita si fermano
Nei giorni del rogo non avremo più nome.
Il cuore feroce si calma nel vento
come l'ultimo atto in glissare.
Il pianto che frena l'andare dei giorni
come in balia delle onde, un lamento
di amanti in rovina, radici bruciate
per dio e i suoi malati.
La nota più triste del nostro svanire
nel non ricordarsi la voce e il sapore
è il sogno spezzato, il vetro distrutto.
Noi nel fuoco non avremo più nome.

D

DanteDellamorte @ 22:30 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
sabato, 30 maggio 2009 | in :
Vivo a Roma da otto mesi. Non ho ancora conosciuto un romano intelligente. Idee?
DanteDellamorte @ 02:13 | commenti (10)(popup) | commenti (10)
giovedì, 28 maggio 2009 | in :

Qualunque moccioso è in grado di capire cos'è "la linea dove il cielo tocca il mare". Qualcosa che in realtà non esiste. Succede che avvicinarsi sempre di più a una meta, dopo tutta una vita, si riveli una perdita di tempo.
Pianta più bandiere che puoi e distruggi prima l'amico del nemico. Tu sei un gabbiano morto, che dorme nel letto del fiume annegato verso il cielo.
L'annegamento è l'unico modo di raggiungere quella linea.
Tanti anni fa, su un molo in cui ogni tanto ritorno, sentii un canto maligno e mi voltai. La serenità più pacata a cui aspiri uno straccione qualunque. Le mie mani tremavano come le parole; le ali, immobili e inutili. Abbiamo il sole che trabocca di fuoco e si spegne nel mare. Abbiamo l'ultima luce sui nostri visi; e già i profili più cari della mia vita sfumano nel tramonto e li confondo con altri, probabilmente migliori, che saranno sempre relegati a ruoli infami.
Il merito va a chi spara, e la vittima non parlerà mai più.
Vorrei che qualcuno potesse guarire. Una volta al secolo, per distinguere unico da impossibile.

Ci sono rive che non posso più guardare; onde che dopo la risacca spariscono per sempre. Non c'è distinzione tra il falso e il vero. Io sono il mare, io sono il cielo.

Il segreto è non ricordare mai.

D'ä mæ riva
sulu u teu mandillu ciaèu
d'ä mæ riva

'nta mæ vitta
u teu fattu risu amàu
'nta mæ vitta

DanteDellamorte @ 01:59 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
domenica, 12 aprile 2009 | in :

Per tutti quelli che mettono gli auguri di "pasqua" sul blog: ho forato le vostre uova e ci ho pisciato dentro.
Ve lo dico per correttezza, perchè poi la gente si lamenta delle supersorprese.

Lo stregatto

DanteDellamorte @ 20:08 | commenti (9)(popup) | commenti (9)
giovedì, 09 aprile 2009 | in :


Cinque anni fa mi preoccupavo dei libri in bilico, che cadevano continuamente. Mai li aprii, mai li rialzai da terra. Davo calci a cose e persone che si trovavano in basso, li ricoprivo di cenere come tetti d'inverno. Senza pietà. Se potessi chiedere tante scuse quante ne ho ricevute sarei un uomo; sono stato un verme, mi strapparono le ali e non li rividi più.
Avevo i capelli corti e le sigarette ancora bruciavano la gola; faceva sempre freddo, e l'estate andava via in una nuvola stanca di fumo. Senza voce, senza penna, declamavo poesie vergognose chiuso in una stanza, affacciato sul mondo. Senza una brezza fresca che mi riportasse alla realtà. Chi sei tu, chiedevo allo specchio. Troppo stupido, troppo piccolo per difendermi dall'ingenuità.

Immaginavo cose inutili, sogni bislacchi; si sono realizzati tutti. Almeno tutti quelli che volevo davvero. Un primo amore fasullo, decimato e sconfitto dall'imbranataggine. Storie da raccontare ai nipoti. L'alba di una nuova illusione mi carpiva da uno schermo, in una moneta che non voleva cadere da un lato nè dall'altro. Cinque anni fa ero sotto un altro tetto.

Amore, tra cinque anni dove andrò?
E tu chi sarai?

Adesso lo so. Ed è sorprendentemente simile ai miei sogni. Non avrei mai immaginato di avere tanta collera, che è l'unica cosa che davvero infilza i sogni e te li porta, vittoriosa, come prede in agonia. Quest'adolescenza ormai finita, e i suoi detriti. Crollano sconfitti, ventidue anni; e una nuova luce entra dalla finestra. Alle mie spalle solo fallimenti e ingiustizie. Ma le frustate sulla schiena, in tutti questi anni hanno prodotto squarci larghissimi, insanabili, da cui adesso spuntano ali.
Corna e zoccoli le mie carezze, un risibile agguato d'amore. Adesso non amo più nessuno. Adesso sono troppo importante. E quando passano gli anni, le convinzioni si consolidano. Mi copro la fronte con le mani. Voi siete pronti per me?


 

 

DanteDellamorte @ 18:58 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
giovedì, 26 febbraio 2009 | in :

Tra le ali di un aereo il pensiero è sottile come l'aria. E allora dimmi, di tutto questo pianto cosa resta agli amanti; cosa, se non cenere, l'odore ancora addosso dalla notte prima. Gli impeti e i sorrisi, questi barlumi d'affetto, deboli lumini che si spengono nel buio. La tenerezza degli istanti eterni e il profumo, che subito diventano menzogne. Solo ricordi.
La morte non riunirà mai ciò che ha diviso.
Io odio il ricordo, quando il ricordo sono io. Eppure adesso la luce, più calda tra le tende, rivela un mondo che mangia sè stesso. Il ricordo eterno è soltanto falsità; delle rimembranze vivide rimangono nostalgie che fuggono subito. Non esiste niente, niente è reale qui dentro. Perchè non c'è alcun ricordo, specialmente tra quelli indimenticabili che valga una morte.
È più facile amare i morti.
Stringo corpi nuovi che non mi appartengono, e i cuori che palpitano per me, lontani, lontani da me, ormai, stanno esplodendo di paura. Sempre con nuovi nomi chiameremo l'amore. Il tumulto del cuore finisce sempre per gelare.
Di tutta questa rabbia è rimasto uno sfregio. Di tutto questo amore, una malattia mentale.
Tutto questo non sono io, non siamo noi. Le tue pagine non mi appartengono. E io che non ho posto nel mio mondo non posso avere alcun posto nel tuo. Di spalle, meraviglioso fantasma, aspetti la morte per unirti a qualcun altro. Un'ombra fissa, evanescente. Io, e tutto il resto, siamo soltanto intermezzi. Non c'è posto per me. Non c'è ricordo che superi la nostalgia dei morti. Non c'è amore. E ciò che inizia, finisce come polvere nel vento, a turbinare in aria inutile. Non cercherò qualcosa che non posso avere. Non lo farò perchè non voglio morire. E sarebbe la morte, il suicidio, l'unico modo per lottare ad armi pari con i morti. Perchè loro non si sconfiggono.
Sono invincibili.
Sotto il cielo di Tokyo non si vede Plutone. E il suo occhio nero, dopo aver stregato e sottomesso gli dei, si volge altrove. Nessuno saprà mai se ha versato una lacrima. Più leggo, e più penso. E più mi sento trascinato fuori. Non c'è posto per me, nè vorrei che ci fosse.Perchè non è così, non è ora, che voglio morire. Non così.

Non si sconfiggono i morti.

DanteDellamorte @ 03:33 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
venerdì, 06 febbraio 2009 | in :

Inhale.
Inhale.
You're the victim...

DanteDellamorte @ 15:24 | commenti (1)(popup) | commenti (1)
martedì, 20 gennaio 2009 | in :

Sull'aria tra i suoi capelli, che oscurano il mio cielo
tracciai una linea; (possa la sua gioia esser pari alla mia)
e fu come un sogno disegnato nel mare,
un ultimo urlo contro il deserto muto.
Tra le carezze d'ossa tiepide, un ricordo ormai svanito
un profumo morde al cuore,
e ritorna tra le ombre.
Dove avevo le sue lacrime ora c'è un loculo vuoto,
dove c'era la mia fine adesso splendida e tremenda
infuria questa peste sugli amori più innocenti.
Il sole muore, non ritorna più; e la luna si nasconde
perchè giù dalla collina, amore, arrivano le iene.
Fuori da quella finestra dove mi sporgevo un tempo
il fumo ha smesso di volare, e di soffocare i gigli;
dentro quella stanza non c'è niente che sia mio,
e di tutta questa vita ancor meno spetta a dio.
Il bagliore delle stelle che m'illuminava il viso
in quel letto aveva il gelo orrendo della tomba;
non c'è scampo nè perdono a questa luce fulminante.
Ci mortifica la vista, e coi denti fa collane.
E quando l'acqua in altri occhi che m'implorano di amarli
può annegare ciò che sento abbandonando il letto freddo,
sono solo i suoi capelli che oscurano il mio cielo
e il fuoco dell'Inferno che divora la sua carne.
 

Roma, 20 gennaio 2009


D

DanteDellamorte @ 00:20 | commenti (8)(popup) | commenti (8)