
Chi, sognando, odia ciò che vede? Si respira di nuovo. L'aria punge sulla pelle come la mia prima notte. Avevamo il mondo tra le mani e lo credevamo un sasso, un giocattolo per cani. I nostri animali sono tutti morti, e la peste ha decimato le nostre carezze; un sudario ormai da tempo copre la mia vista, e io non ricordo più niente di allora. I miei capelli hanno resistito a mille stagioni, intrecciati di rami e bacche così profumate che, dov'ero ninfa vergine, ora sembro Dioniso. Sulle mie unghie c'è il colore del tempo, e i miei denti hanno il sapore del metallo. Dov'erano i miei occhi, due pozzi profondi come l'Inferno catturano gli ignari che suicidandosi in esso trovano un lume. Nel fondo ultimo del nero, una luce. Tutto ciò che sono lo devo al vento, e a queste foglie. Hanno divelto la mia panchina; mi aggiro tra le tombe tra questa gente che fotografa gli angeli.
Io sono l'ultima parola di Emily Story.
In piedi dinanzi alla tempesta ho osservato l'universo comprimersi in un punto e collassare tra le mani di Dio. Io soltanto sono salvo, grazie a queste ali.
Ma sotto questa brezza d'autunno, con gli occhi chiusi tra le fronde e il profumo dell'erba che tu m'insegnasti essere quello dei morti, ricordo di quando ero soltanto un ragazzo. Nessuna cicatrice sulla schiena, e il mio sguardo brillava di lacrime che il vento gelido trasformava in lame sul mio viso. Ti vidi scomparire tra i flutti d'un mare d'anime che non mi sarà mai dato di comprendere, per non fare mai più ritorno.
Io sono l'ultima parola di Emily Story.
Rinunciare a essere umano miete vittime ogni giorno. Quell'amore che sognai un tempo, di una vita intera senza lasciare mai la mano di chi amo, quell'amore mi è precluso. Perchè ogni giorno riapro gli occhi e l'Anticristo senza baci e carezze reclama le sue concubine. La cosa migliore a cui potessi aspirare. Avrei odiato ciò che sono diventato, se l'avessi saputo quando facevo di tutto per diventarlo.
Ormai non penso più a nessuno; è così da troppo tempo. Di tanto in tanto sorvolo quelle poche case in cui il mio cuore ha tremato, e le maledico senza pietà. Possa Dio averne pietà, perchè io non la conosco più.
Possa ciò che ero smettere di bruciare, che ne resti solo cenere calda.
Mia madre la riporrà in un'urna e piangerà suo figlio. Una madre che io non conosco più.
Un amore che non capisco e per cui non provo più niente.
Io sono l'ultima parola di Emily Story.